VALENCE SUR BAISE /// BASE DI PARTENZA PER CROCIERE

Una piccola città fortificata - fondata nel 1274 dai monaci cistercensi - che, arroccata su una ripida collina, s’affaccia sul fiume e ne regala una bella vista panoramica. Il porto, base di partenza per le crociere in houseboat, è ben attrezzato e dispone di tutti i principali servizi.

 


CROCIERA DA VALENCE SUR BAISE A AGEN

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[solo andata - 1 settimana 83 km # 26 chiuse # 17 h di navigazione]

Valence-sur-Baïse

Una piccola città fortificata - fondata nel 1274 dai monaci cistercensi - che, arroccata su una ripida collina, s’affaccia sul fiume e ne regala una bella vista panoramica. Il porto, base di partenza per le crociere in houseboat, è ben attrezzato e dispone di tutti i principali servizi.

Abbazia di Floran

A poche centinaia di metri dal canale, l’abbazia è un fine esempio, molto ben preservato, d’edificio cistercense del 12esimo secolo. L’abbazia ospita un profumato giardino di piante medicali e aromatica e una mostra dedicata al “Cammino di Santiago de Compostela”. Di recente è stato installato, nelle sale visitabili, un mosaico gallo-romano di oltre 50 m quadrati. Proseguendo verso ovest, nella stessa direzione che dal canale porta all’abbazia di Floaran, si può visitare il bel castello di Cassigne (XIII secolo) dove, nell’annessa distilleria, si può degustare il liquore regionale, l’Armagnac.

Condom

Inutile negarlo: molti turisti, soprattutto inglesi, si fermano nella città solo per fare una foto vicino al cartello! Ciò nonostante, la cittadina è molto piacevole, impreziosita da eleganti residenze del XVIII secolo, e circondata dalla bella campagna d’Armagnac. Ospita anche edifici d’interesse storico, a cominciare dalla cattedrale di St-Pierre, un ricco esempio del gotico fiammeggiante risalente al XVI secolo. Il Museo d’Armagnac illustra, invece, i metodi di produzione di questo liquore locale, concorrente “guascone” del cognac. In paese si trovano numerosi produttori che offrono degustazioni e bottiglie in vendita.

Moncrabeau

All’inizio del 17esimo secolo, Moncrabeau era un luogo di ritiro per molti soldati in pensione che s’incontravo con regolarità nella piazza del mercato per chiacchierare degli eventi locali. In un’epoca senza radio e televisione era facile che il passaparola di notizie venisse arricchito da particolari inventati per rendere le storie più interessanti. Un monaco di Condom, favorevolmente impressionato da questo talento per il racconto di false notizie dei cittadini di Moncrabeau, propose di fondare un’Accedemia dei Bugiardi e di divenirne il presidente. Da allora la città divenne il capoluogo ufficiale “dei bugiardi e dei narratori di storie del regno”. La tradizione è stata preservata e persino oggi i membri dell’accademia hanno il diritto di “raccontare bugie che non arrechino pregiudizio se non alla verità”. Ogni anno, la prima domenica d’agosto, si tiene la riunione annuale dei membri dell’accademia con una vera e propria cerimonia popolare, molto colorata, per incoronare il “re o la regina dei bugiardi”dell’anno. Ovviamente l’incoronazione è soggetta alla capacità di raccontare storie e bugie “bianche”. Bugiardi a parte, Moncrabeau è una cittadina che vanta alcuni edifici interessanti ed è piacevole visitarla seguendo il percorso a frecce tracciato nel centro storico che tocca i luoghi di maggior interesse (non è una bugia!)

Fréchou

A 4 chilometri dalla chiusa di Lapierre, si trova il teatro di un campionato molto particolare che celebra uno dei frutti più tipici della regione, il melone. A Fréchou, infatti, la terza domenica d’agosto, si disputano le gare di “sputo dei semi di melone”. Le iscrizioni sono aperte a chiunque voglia partecipare, ma bisogna sapere che il record è di un “tiro” di oltre 12 metri. Meno legata alla stagione e alla tradizione popolare, è l’escursione che si può compiere – sempre dalla chiusa di Lapierre (1,5 km) – fino al castello di Pomarède. L’edificio, del 17esimo secolo, è una residenza privata, ma, durante l’estate, è possibile visitarla.

Nérac

L’arrivo in houseboat nel bel porto di Nérac è un’esperienza indimenticabile. Un vecchio mulino anticipa il passaggio di un antico ponte ad archi. Si passa sotto l’arco del “Pont Vieux”, spesso vivacizzato da decorazioni floreali, e si sfila davanti al quartiere delle concerie, un dedalo di viottoli ciottolati e cottage. La marina è ben attrezzata e piacevole; si trova nelle immediate vicinanze delle rovine del castello di Enrico IV, edificio che ospita un interessante museo. La pittoresca cittadina – ricca di negozietti e ristornati - ospita, durante l’estate, numerose manifestazioni: mostre d’arte, un festival di musica e un altro dedicato al vino della regione, il Buzet

Lavardac

Nel secolo scorso era il porto più importante del fiume, sempre affollato di chiatte e imbarcazioni. Lavardac oggi è una buona sosta per fare rifornimento e la base di partenza per visitare la vicina Barbaste, con il suo bellissimo mulino fortificato medievale che si raggiunge percorrendo un antico ponte romano che attraversa il fiume Gélise.

Vianne

Una piccola, graziosa cittadina completamente cinta dalle antiche mura. La città vecchia (bastide) ospita i laboratori e botteghe di molti artigiani: mastri vetrai, intagliatori, ceramisti e pellettieri. L’arte della lavorazione del vetro è, tra tutte, la più antica (XVI secolo).

Buzet-sur-Baise

Buzet è il capoluogo di una zona di viticoltura, piccola ma con ottime produzioni. Il vino veniva prodotto in queste zone già in epoca medievale, ma la concorrenza di Bordeaux e alcune sventure come l’epidemia di phylloxera, avevano con i secoli contribuito a alimentare una cattiva fama che, negli ultimi cinquanta anni, le cooperative di viticoltori della zona sono riusciti a sfatare. Il Buzet è oggi un vino doc, leggero e fruttato, ideale per accompagnare piatti locali come il “magret de canard” e la “confit”. Le cooperative si possono visitare per degustazioni e acquisti. Anche nel nuovo porto di Buzet, dove si trova un efficiente ufficio informazioni, è possibile acquistare prodotti tipici.

Le piccionaie lungo il canale

Navigando per questo tranquillo tratto di fiume, in un paesaggio rurale e agricolo, si scorgono spesso lungo le rive le sagome delle piccionaie, piccoli edifici tipici della campagna della Guascogna fin dal 16esimo secolo. Più piccole di quelle che si trovano nelle aree settentrionali o orientali, le piccionaie di questa zona si distinguono per la varietà di forme e architetture: rotonde e squadrate, separate o integrate con l’edificio principale delle fattorie. Le migliaia d’uccelli che le abitano servivano da “fertilizzante naturale” per i campi. Ogni anno, alla fine di luglio, a Valence d’Agen, si tiene una manifestazione – “l’été des pigeonnieres”- che racconta la storia di questa tradizione di campagna ormai scomparsa.

Agen

L’arrivo o l’arrivederci ad Agen, sono “celebrati” dall’omonimo ponte canalizzato, una magnificente architettura d’ingegneria fluviale. Il pont-canal d’Agen è lungo 580 metri e conta 23 archi, ciascuno con un’ampiezza di 20 m. La prima pietra fu posta, nel 1839, dal Duca di Orleans in persona, e si può ancora vedere (oggi pietra commemorativa) nei pressi del settimo arco. Il ponte, progettato da De Baudre, venne terminato nel 1843 e messo in servizio nel 1848. Il capoluogo del dipartimento Lot-et-Garonne, Agen, ha sempre avuto un ruolo da protagonista nella storia dell’Aquitania. Per molti anni, segnava il confine tra i territori del Re di Francia e quelli del Re d’Inghilterra. In seguito al matrimonio “reale” tra Eleonora d’Aquitania e Enrico Plantagenet, la città venne “passata di mano” ben undici volte in tempi relativamente brevi. Le tracce della storia, fina dalle origini, sono belle e numerose in questa vivacissima città: la cattedrale del XI secolo, la chiesa di Notre-Dame-du-Bourg, le facciate rinascimentali delle residenze antiche nella città vecchia, i reperti gallo-romani nel museo d’arte (che vanta, in un’altra sezione, la presenza di alcuni Goya, Sisley, Picabia e Dufy), la chiesa dei giacobini e molti altri. La città è oggi rinomata anche per le sue prugne e le specialità, dolci e salate, che si declinano con questo pordotto; l’Espace Pruneau è un buon indirizzo per carpire i segreti di dolci, marmellate e praline di prugne secche e cioccolato. In città ci sono, comunque, molti altri negozi di golosi prodotti locali tipici e oltre 60 ristoranti. La vita notturna è allegra e gustosa: tutta da assaporare.