LE MAS D'AGENAIS /// BASE DI PARTENZA PER CROCIERE

Un’antica città, piccola e romanica, che conserva alcune tracce del suo lungo passato; i bastioni, le mura fortificate e le imponenti porte d’accesso. La bella chiesa romanica di St-Vincent, nel centro della cittadina, custodisce un tesoro: una crocifissione dipinta da Rembrandt. Questo eccezionale quadro è parte di una collezione di sette tele; le altre sono ora esposte a Monaco di Baviera. La cittadina è anche dedita al buon cibo: molte vetrine espongono ottimi prodotti locali come il grasso d’anatra o il patè di fegato. Il porto è quieto e ben attrezzato


CROCIERA DA LES MAS D'AGENAIS FINO A MOISSAC E NERAC

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[a/r - 1 settimana 204 km # 46 chiuse # 38 h di navigazione]

Le Mas-d’Agenais

Un’antica città, piccola e romanica, che conserva alcune tracce del suo lungo passato; i bastioni, le mura fortificate e le imponenti porte d’accesso. La bella chiesa romanica di St-Vincent, nel centro della cittadina, custodisce un tesoro: una crocifissione dipinta da Rembrandt. Questo eccezionale quadro è parte di una collezione di sette tele; le altre sono ora esposte a Monaco di Baviera. La cittadina è anche dedita al buon cibo: molte vetrine espongono ottimi prodotti locali come il grasso d’anatra o il patè di fegato. Il porto è quieto e ben attrezzato.

Tonneis

A tre chilometri dal porto di Villeton, la città di Tonneis deve la sua prosperità all’industria del tabacco tanto da essere conosciuta come la “capitale delle Gauloise”, le sigarette francesi. Si può visitare l’antica fabbrica del tabacco che ospita alcune mostre a tema sulla Garonna.

Damazan

Questa antica città fortificata è stata a lungo sotto il dominio inglese; alcuni monumenti in città ne ricordano il periodo, come la “fontaine aux Anglais”, un’ex-lavanderia, e le numerose torri dei bastioni. Nella piazza centrale della città si trovano gli uffici municipali curiosamente posizionati sopra l’edificio del mercato comunale. In questo edificio, durante i mesi estivi, si tiene una bella fiera dell’artigianato.

Buzet-sur-Baise

Buzet è il capoluogo di una zona di viticoltura, piccola ma con ottime produzioni. Il vino veniva prodotto in queste zone già in epoca medievale, ma la concorrenza di Bordeaux e alcune sventure come l’epidemia di phylloxera, avevano con i secoli contribuito a alimentare una cattiva fama che, negli ultimi cinquanta anni, le cooperative di viticoltori della zona sono riusciti a sfatare. Il Buzet è oggi un vino doc, leggero e fruttato, ideale per accompagnare piatti locali come il “magret de canard” e la “confit”. Le cooperative si possono visitare per degustazioni e acquisti. Anche nel nuovo porto di Buzet, dove si trova un efficiente ufficio informazioni, è possibile acquistare prodotti tipici.

Le piccionaie lungo il canale

Navigando per questo tranquillo tratto di fiume, in un paesaggio rurale e agricolo, si scorgono spesso lungo le rive le sagome delle piccionaie, piccoli edifici tipici della campagna della Guascogna fin dal 16esimo secolo. Più piccole di quelle che si trovano nelle aree settentrionali o orientali, le piccionaie di questa zona si distinguono per la varietà di forme e architetture: rotonde e squadrate, separate o integrate con l’edificio principale delle fattorie. Le migliaia d’uccelli che le abitano servivano da “fertilizzante naturale” per i campi. Ogni anno, alla fine di luglio, a Valence d’Agen, si tiene una manifestazione – “l’été des pigeonnieres”- che racconta la storia di questa tradizione di campagna ormai scomparsa.

Agen

L’arrivo o l’arrivederci ad Agen, sono “celebrati” dall’omonimo ponte canalizzato, una magnificente architettura d’ingegneria fluviale. Il pont-canal d’Agen è lungo 580 metri e conta 23 archi, ciascuno con un’ampiezza di 20 m. La prima pietra fu posta, nel 1839, dal Duca di Orleans in persona, e si può ancora vedere (oggi pietra commemorativa) nei pressi del settimo arco. Il ponte, progettato da De Baudre, venne terminato nel 1843 e messo in servizio nel 1848. Il capoluogo del dipartimento Lot-et-Garonne, Agen, ha sempre avuto un ruolo da protagonista nella storia dell’Aquitania. Per molti anni, segnava il confine tra i territori del Re di Francia e quelli del Re d’Inghilterra. In seguito al matrimonio “reale” tra Eleonora d’Aquitania e Enrico Plantagenet, la città venne “passata di mano” ben undici volte in tempi relativamente brevi. Le tracce della storia, fina dalle origini, sono belle e numerose in questa vivacissima città: la cattedrale del XI secolo, la chiesa di Notre-Dame-du-Bourg, le facciate rinascimentali delle residenze antiche nella città vecchia, i reperti gallo-romani nel museo d’arte (che vanta, in un’altra sezione, la presenza di alcuni Goya, Sisley, Picabia e Dufy), la chiesa dei giacobini e molti altri. La città è oggi rinomata anche per le sue prugne e le specialità, dolci e salate, che si declinano con questo pordotto; l’Espace Pruneau è un buon indirizzo per carpire i segreti di dolci, marmellate e praline di prugne secche e cioccolato. In città ci sono, comunque, molti altri negozi di golosi prodotti locali tipici e oltre 60 ristoranti. La vita notturna è allegra e gustosa: tutta da assaporare.

Valence-d’Agen

La cittadina di Valence, con le sue belle strade e le ampie piazze, è un buon esempio di bastide o città reale risalente al 13esimo secolo. Il centro della città si caratterizza per le belle case dai mattoni rossi e le arcate. Nel centro si possono visitare anche tre lavanderie antiche, due delle quali sono classificate come monumenti storici, e una particolare piccionaia in Place du Colombier. Da Valence si può raggiungere agevolmente Auvillar - a sei km verso sud - considerata una delle più belle città di Francia. Dalla cima di una ripida collina, la città vecchia s’affaccia sui quartieri del vecchio porto, molto attivo ai tempi dei commerci e trasporti fluviali. Dopo aver oltrepassato il bellissimo portone Arnaud-Othon, si raggiunge la piazza centrale con il suo tipico mercato circolare riparato, circondato da case in mattoni rossi del XVII e XVIII secolo. Un’antica cappella, nei quartieri del porto, è dedicata a Santa Caterina - santa patrona della gente del fiume. La cappella non versa in ottime condizioni, ma un museo, di fronte all’attiguo ufficio del turismo, ospita un imponente dipinto che racconta il santo martirio e molte testimonianze della vita, commerciale e storica, che ruotava intorno al fiume nei tempi passati.

Saint-Nicolas-de-la-Grave

Nei pressi di Malause, il fiume è stato sbarrato per rifornire d’acqua il sistema di raffreddamento della vicina centrale di Golfech. Il lago artificiale che si è formato, di fronte a St-Nicolas, è una palestra a cielo aperto per praticare vari sport acquatici.

Moissac

La città - famosa per la sua abbazia - era una delle tappe principali dei pellegrini in cammino per Santiago de Compostela. La chiesa dell’abbazia di St-Pierre si contraddistingue per il magnifico portone romanico scolpito, mentre il chiostro (XI secolo) vanta 116 colonne in marmo con delicati capitelli intagliati a forma di cuneo : sono tutti piccoli capolavori a tema - fogliame, scene bibliche o scene di vita quotidiana.

NB :

Arrivati a Moissac si risale la Garonne fino ad incrociare il fiume Baise che s’imbocca per raggiungere Nérac.

Vianne

Una piccola, graziosa cittadina completamente cinta dalle antiche mura. La città vecchia (bastide) ospita i laboratori e botteghe di molti artigiani: mastri vetrai, intagliatori, ceramisti e pellettieri. L’arte della lavorazione del vetro è, tra tutte, la più antica (XVI secolo).

Lavardac

Nel secolo scorso era il porto più importante del fiume, sempre affollato di chiatte e imbarcazioni. Lavardac oggi è una buona sosta per fare rifornimento e la base di partenza per visitare la vicina Barbaste, con il suo bellissimo mulino fortificato medievale che si raggiunge percorrendo un antico ponte romano che attraversa il fiume Gélise.

Nérac

L’arrivo in houseboat nel bel porto di Nérac è un’esperienza indimenticabile. Un vecchio mulino anticipa il passaggio di un antico ponte ad archi. Si passa sotto l’arco del “Pont Vieux”, spesso vivacizzato da decorazioni floreali, e si sfila davanti al quartiere delle concerie, un dedalo di viottoli ciottolati e cottage. La marina è ben attrezzata e piacevole; si trova nelle immediate vicinanze delle rovine del castello di Enrico IV, edificio che ospita un interessante museo. La pittoresca cittadina – ricca di negozietti e ristornati - ospita, durante l’estate, numerose manifestazioni: mostre d’arte, un festival di musica e un altro dedicato al vino della regione, il Buzet.


CROCIERA DA LE MAS D'AGENAIS A LUSTRAC

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[a/r - 204 km # 19 chiuse # 35 h di navigazione]

Le Mas-d’Agenais

Un’antica città, piccola e romanica, che conserva alcune tracce del suo lungo passato; i bastioni, le mura fortificate e le imponenti porte d’accesso. La bella chiesa romanica di St-Vincent, nel centro della cittadina, custodisce un tesoro: una crocifissione dipinta da Rembrandt. Questo eccezionale quadro è parte di una collezione di sette tele; le altre sono ora esposte a Monaco di Baviera. La cittadina è anche dedita al buon cibo: molte vetrine espongono ottimi prodotti locali come il grasso d’anatra o il patè di fegato. Il porto è quieto e ben attrezzato.

Tonneis

A tre chilometri dal porto di Villeton, la città di Tonneis deve la sua prosperità all’industria del tabacco tanto da essere conosciuta come la “capitale delle Gauloise”, le sigarette francesi. Si può visitare l’antica fabbrica del tabacco che ospita alcune mostre a tema sulla Garonna.

Damazan

Questa antica città fortificata è stata a lungo sotto il dominio inglese; alcuni monumenti in città ne ricordano il periodo, come la “fontaine aux Anglais”, un’ex-lavanderia, e le numerose torri dei bastioni. Nella piazza centrale della città si trovano gli uffici municipali curiosamente posizionati sopra l’edificio del mercato comunale. In questo edificio, durante i mesi estivi, si tiene una bella fiera dell’artigianato.

Buzet-sur-Baise

Buzet è il capoluogo di una zona di viticoltura, piccola ma con ottime produzioni. Il vino veniva prodotto in queste zone già in epoca medievale, ma la concorrenza di Bordeaux e alcune sventure come l’epidemia di phylloxera, avevano con i secoli contribuito a alimentare una cattiva fama che, negli ultimi cinquanta anni, le cooperative di viticoltori della zona sono riusciti a sfatare. Il Buzet è oggi un vino doc, leggero e fruttato, ideale per accompagnare piatti locali come il “magret de canard” e la “confit”. Le cooperative si possono visitare per degustazioni e acquisti. Anche nel nuovo porto di Buzet, dove si trova un efficiente ufficio informazioni, è possibile acquistare prodotti tipici.

Nicole

Piccolo villaggio che era un tempo una “bastide” inglese. Oggi le sue attrattive principali sono la coltura di frutta e la produzione d’ortaggi. In cima alla città, dalla croce di Pech le Berre, si ha una vista impareggiabile delle valli del Lot e della Garonna.

Le Canalet

Un grazioso canale ricoperto di vegetazione vi conduce da Nicole al villaggio di Le Canalet. Si può solo navigare placidamente immersi nella natura, gli ormeggi sono vietati.

Aiguillon

Il sito di Auguillon, arroccato sul fiume Lot, nel punto esatto in cui questo confluisce nella Garonna, è stato occupato fin dai tempi dei Romani. Ci sono poche vestigia di quel periodo, ma l’epoca medievale è ben testimoniata dal Castello di Lunac. La parte bassa della città, l’antica cappella di Notre Dame du Lot, un tempo utilizzata dai “lupi di fiume” è stata convertita in nel Museo di Raoul Dastrac. Una varietà di esibizioni richiama la vita dei cittadini di Aiguillon in epoche diverse. Da vedere anche i quartieri medievali nei pressi del castello e la chiesa neogotica di Saint-Félix. Nel centro città si può vistare anche il bel giardino delle Cicogne. Al mercato agricolo, che si tiene ogni martedì e venerdì nella piazza centrale, poterete assaggiare i vari tipi di frutta che si producono in questa zona come le mele, i kiwi, le albicocche, i meloni, le fragole e le ciliegie.

Clairac

La vecchia città di Clairac deve la sua esistenza all’abbazia benedettina situata nel cuore della città. I suoi monaci diedero inizio a due delle principali attività produttive dell’area: tabacco e prugne. Oggi è una cittadina molto vivace che regala numerose attività d’intrattenimento particolarmente apprezzate dai bambini: La Foresta Magica, dove una famiglia di gnomi e animali vi porta alla scoperta di un mondo meraviglioso; Il museo del treno, dedicato alla storia delle ferrovie e ai suoi percorsi nella valle del Lot; L’abbazia degli automi, in questa abbazia, superbamente ristrutturata, automi meccanici grandi come scimmie ripercorrono in 15 scene diverse la vita monastica nel Medioevo.

Granges-sur-Lot

Una visita al museo delle prugne, che dura un’ora e mezza, insegna tutto quanto vi può incuriosire sulla produzione di questo frutto e regala una degustazione finale. Il “dedalo delle Prugne”, un labirinto di piante nei pressi del Museo, fa scoprire la storia della produzione di prugne. Un pontile per gli ormeggi si trova a pochi metri dall’entrata del “saporito” museo.

Laparade

Questo piccolo villaggio, a 6 km da Castelmoron, offre una spettacolare vista panoramica della valle del Lot. C’è anche un buon ristorante e una mostra permanente di manufatti locali.

Castelmoron

Risalendo le vecchie stradine che conducono al centro città, s’incrocia un imponente lavatoio antico e alcune deliziose residenze medievali. La marina è un’attrezzata e accogliente base di partenza per le crociere in houseboat.

Fongrave

Un villaggio piacevole, con un presbiterio del XVIIesimo secolo. Alla vicina fattoria di Tuilerie si possono acquistare frutti e ortaggi di stagione e il tipico dolce locale, la “tourtière”

Le Temple-sur-Lot

Nel 12esimo secolo, una Commendatoria di Templari – denominata il Tempio di Breuil – fu fondata in questo luogo e diede origine al nome del villaggio. Oggi, questo piccolo villaggio di 2000 abitanti vanta un centro sportivo e una famosa scuola d‘arti marziali. Da visitare: lo stabilimento Latour-Marliac. Nelle sue serre, create nel 1875, si trovano oltre 200 diverse specie di lotus, ninfee e altre piante acquatiche. Nel negozio annesso potete trovare ogni sorta di souvenir basato sul tema delle ninfee e le istruzioni per la creazione di un mini-giardino d’acqua.

Sainte-Livrade-sur-Lot

Al campo dei “rifugiati dell’Indocina”, a nord del villaggio (PK 33.5) trovate due drogherie che vendono spezie e altre specialità e prodotti asiatici.

Casseneuil

Il villaggio si sviluppa su una striscia di terra sospesa tra il Lot e un suo piccolo affluente, il Lède. Se prendete il sentiero, battuto lungo le sponde del Lède, potrete osservare le vecchie facciate delle case letteralmente “appese” sopra il fiume. Il Castello di Bessière, con la sua chiesa affrescata del 12esimo secolo è un piccolo gioiello. Inoltre, sulla chiatta della compagnia France Prune, ormeggiata sul pontile Maitre-Prunille, si possono degustare e acquistare le ottime prugne della regione, preparate in svariate maniere.

Favols

Un piccolo pontile facilita l’accesso al castello di Favols (XIII secolo). Il proprietario consente di visitare la sua residenza, ma dovete avvisarlo per tempo.

Villenueve-sur-Lot

All’inizio del 13esimo secolo, il castello di Pujols fu raso al suolo per punire gli abitanti per il loro abominevole peccato d’eresia. Alcuni anni dopo, Alfonso de Poitiers chiese il permesso di costruire una nuova città e, quando il permesso gli fu accordato nel 1264, nacque Villenueve sur Lot. Seguendo le ordinate stradine della vecchia “bastie”, passano in rassegna le facciate di antiche dimore; la cappella “alla fine del ponte”, la vecchia cappella usata dai lupi di fiume, e i resti dei bastioni che difendevano la città. Nel 1282 un ponte fortificato a cinque archi fu costruito da Jean de Grailly, siniscalco di Edoardo I. Grazie a questo ponte, Villenueve poté controllare il traffico sul Lot e arricchirsi grazie alle tasse di dogana. Il ponte fu spazzato via da una piena nel 17esimo secolo e, in seguito ricostruito, solo con 4 archi, incluso l’arco marinaresco che lo caratterizza ancora oggi. Durante il mese di luglio si tiene un festival di musica jazz.

Pujols

Questo villaggio, uno dei più belli in Francia, si affaccia su Villenueve dalla sponda sinistra del Lot. Le sue stradine, dove si allineano dimore del 15 secolo, sono il palcoscenico di mercati vivaci e mostre d’arte e spettacoli di musica e teatro.

Port-de-Penne

Questo villaggio ha riscoperto la sua vocazione come porto fluviale. Tutti i principali servizi, commerci e cafè sono nei pressi dei nuovi moli. Per salire la collina che porta al villaggio di Penne, a 2 km, si può prendere un taxi dal momento che la salita è davvero ripida e molto trafficata.

Saint- Sylvestre

Un magnifico nuovo porto è stato costruito di fronte alla città. La sosta è indicata per fare rifornimenti; ci sono un supermercato e numerosi negozi.

Penne-d’Agenais

Questo piccolo villaggio, arroccato su una cresta (in celtico: penn), ospita testimonianze e ricordi di una storia particolarmente violenta. Attaccato da Simon de Monfort all’inizio del 13esimo secolo, il villaggio passò in mano inglese. Liberato nel 14esimo secolo dalle truppe di Dugesclin, ritornò nuovamente francese. Il secolo seguente, i protestanti vi insediarono il loro quartiere generale, ma in seguito ad un violento attacco delle truppe spagnole di Blaise de Monluc, il paese ritornò sotto la Chiesa Cattolica. Tutte queste battaglie hanno lasciato tracce e oggi si può visitare un villaggio ricostruito molte volte dove ogni pietra racconta la sua storia. Le antiche porte della città sono ancora visibili così come alcuni resti di una fortezza, demolita nel 17esimo secolo per risparmiare i costi di manutenzione. Si affacciano su questa città medievale, dalla cima di una collina, le linee arrotondate del Santuario di Notre-Dame-de-Peyraguade, completato nel 1947. Gli interni elaborati sono splendidi, ma la vista sulla valle del Lot e sulla città di Saint-Sylvestre dai piedi della chiesa sono ancora impressionanti. Oggi Penne è diventata una tranquilla cittadina di artigiani. Potete trovare botteghe di vetro, ceramica e oggetti d’arte e artigianato locale.

Lustrac

Il simbolo di Lustrac è il suo mulino-fortificato, un solido esempio della volontà di trarre energia dall’impetuosità delle acque del Lot, che racconta la storia dei commerci e traffici sul fiume. Il Mulino risale alla fine del 13esimo secolo, ed è affiancato da una diga di sbarramento che obbligava i battelli a navigare tra il mulino e il castello, dove veniva loro esatta la “tassa di passaggio”. In seguito alla canalizzazione del Lot, la diga di sbarramento è stata sostituita con una chiusa, che segna, oggi, la fine del tratto occidentale di fiume navigabile.


CROCIERA DA LE MAS D'AGENAIS A CONDOM

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[solo andata - 1 settimana 62 km # 22 chiuse # 16 h di navigazione]

Le Mas-d’Agenais

Un’antica città, piccola e romanica, che conserva alcune tracce del suo lungo passato; i bastioni, le mura fortificate e le imponenti porte d’accesso. La bella chiesa romanica di St-Vincent, nel centro della cittadina, custodisce un tesoro: una crocifissione dipinta da Rembrandt. Questo eccezionale quadro è parte di una collezione di sette tele; le altre sono ora esposte a Monaco di Baviera. La cittadina è anche dedita al buon cibo: molte vetrine espongono ottimi prodotti locali come il grasso d’anatra o il patè di fegato. Il porto è quieto e ben attrezzato.

Tonneis

A tre chilometri dal porto di Villeton, la città di Tonneis deve la sua prosperità all’industria del tabacco tanto da essere conosciuta come la “capitale delle Gauloise”, le sigarette francesi. Si può visitare l’antica fabbrica del tabacco che ospita alcune mostre a tema sulla Garonna.

Damazan

Questa antica città fortificata è stata a lungo sotto il dominio inglese; alcuni monumenti in città ne ricordano il periodo, come la “fontaine aux Anglais”, un’ex-lavanderia, e le numerose torri dei bastioni. Nella piazza centrale della città si trovano gli uffici municipali curiosamente posizionati sopra l’edificio del mercato comunale. In questo edificio, durante i mesi estivi, si tiene una bella fiera dell’artigianato.

Buzet-sur-Baise

Buzet è il capoluogo di una zona di viticoltura, piccola ma con ottime produzioni. Il vino veniva prodotto in queste zone già in epoca medievale, ma la concorrenza di Bordeaux e alcune sventure come l’epidemia di phylloxera, avevano con i secoli contribuito a alimentare una cattiva fama che, negli ultimi cinquanta anni, le cooperative di viticoltori della zona sono riusciti a sfatare. Il Buzet è oggi un vino doc, leggero e fruttato, ideale per accompagnare piatti locali come il “magret de canard” e la “confit”. Le cooperative si possono visitare per degustazioni e acquisti. Anche nel nuovo porto di Buzet, dove si trova un efficiente ufficio informazioni, è possibile acquistare prodotti tipici.

Vianne

Una piccola, graziosa cittadina completamente cinta dalle antiche mura. La città vecchia (bastide) ospita i laboratori e botteghe di molti artigiani: mastri vetrai, intagliatori, ceramisti e pellettieri. L’arte della lavorazione del vetro è, tra tutte, la più antica (XVI secolo).

Lavardac

Nel secolo scorso era il porto più importante del fiume, sempre affollato di chiatte e imbarcazioni. Lavardac oggi è una buona sosta per fare rifornimento e la base di partenza per visitare la vicina Barbaste, con il suo bellissimo mulino fortificato medievale che si raggiunge percorrendo un antico ponte romano che attraversa il fiume Gélise.

Nérac

L’arrivo in houseboat nel bel porto di Nérac è un’esperienza indimenticabile. Un vecchio mulino anticipa il passaggio di un antico ponte ad archi. Si passa sotto l’arco del “Pont Vieux”, spesso vivacizzato da decorazioni floreali, e si sfila davanti al quartiere delle concerie, un dedalo di viottoli ciottolati e cottage. La marina è ben attrezzata e piacevole; si trova nelle immediate vicinanze delle rovine del castello di Enrico IV, edificio che ospita un interessante museo. La pittoresca cittadina – ricca di negozietti e ristornati - ospita, durante l’estate, numerose manifestazioni: mostre d’arte, un festival di musica e un altro dedicato al vino della regione, il Buzet.

Fréchou

A 4 chilometri dalla chiusa di Lapierre, si trova il teatro di un campionato molto particolare che celebra uno dei frutti più tipici della regione, il melone. A Fréchou, infatti, la terza domenica d’agosto, si disputano le gare di “sputo dei semi di melone”. Le iscrizioni sono aperte a chiunque voglia partecipare, ma bisogna sapere che il record è di un “tiro” di oltre 12 metri. Meno legata alla stagione e alla tradizione popolare, è l’escursione che si può compiere – sempre dalla chiusa di Lapierre (1,5 km) – fino al castello di Pomarède. L’edificio, del 17esimo secolo, è una residenza privata, ma, durante l’estate, è possibile visitarla.

Moncrabeau

All’inizio del 17esimo secolo, Moncrabeau era un luogo di ritiro per molti soldati in pensione che s’incontravo con regolarità nella piazza del mercato per chiacchierare degli eventi locali. In un’epoca senza radio e televisione era facile che il passaparola di notizie venisse arricchito da particolari inventati per rendere le storie più interessanti. Un monaco di Condom, favorevolmente impressionato da questo talento per il racconto di false notizie dei cittadini di Moncrabeau, propose di fondare un’Accedemia dei Bugiardi e di divenirne il presidente. Da allora la città divenne il capoluogo ufficiale “dei bugiardi e dei narratori di storie del regno”. La tradizione è stata preservata e persino oggi i membri dell’accademia hanno il diritto di “raccontare bugie che non arrechino pregiudizio se non alla verità”. Ogni anno, la prima domenica d’agosto, si tiene la riunione annuale dei membri dell’accademia con una vera e propria cerimonia popolare, molto colorata, per incoronare il “re o la regina dei bugiardi”dell’anno. Ovviamente l’incoronazione è soggetta alla capacità di raccontare storie e bugie “bianche”. Bugiardi a parte, Moncrabeau è una cittadina che vanta alcuni edifici interessanti ed è piacevole visitarla seguendo il percorso a frecce tracciato nel centro storico che tocca i luoghi di maggior interesse (non è una bugia!)

Condom

Inutile negarlo: molti turisti, soprattutto inglesi, si fermano nella città solo per fare una foto vicino al cartello! Ciò nonostante, la cittadina è molto piacevole, impreziosita da eleganti residenze del XVIII secolo, e circondata dalla bella campagna d’Armagnac. Ospita anche edifici d’interesse storico, a cominciare dalla cattedrale di St-Pierre, un ricco esempio del gotico fiammeggiante risalente al XVI secolo. Il Museo d’Armagnac illustra, invece, i metodi di produzione di questo liquore locale, concorrente “guascone” del cognac. In paese si trovano numerosi produttori che offrono degustazioni e bottiglie in vendita.