COGNAC /// BASE DI PARTENZA

La vista più suggestiva arrivando, dopo una teoria di vigneti ondulati, a Cognac, è la fila di residenze di lusso costruite lungo le banchine dai mercanti di vini e brandy. La produzione di “acquavite” è parte così integrante di questa città che le case sono annerite dai microscopici funghi prodotti dai vapori dell’alcol. Questa tipica patina nera che caratterizza la città, viene chiamata “l’ombra dell’angelo”. Quasi tutte le case di produzione di brandy offrono visite e degustazioni, la scelta è davvero vasta; merita una menzione speciale la cantina di Casa Otard, installata nel 1795 in quello che fu un tempo il castello della famiglia Valois, dove nacque re Francesco I. Nel 11esimo secolo Cognac era un vivace porto per il trasporto e carico del sale. Per evitare il contrabbando e facilitare la raccolta di tasse, si costruì – nel 1544 - un edificio per lo stoccaggio del sale, da dove far transitare obbligatoriamente le merci. Nel 1548 ci fu una rivolta e oltre 4000 ribelli massacrarono gli esattori delle tasse sul sale e i loro impiegati. I loro corpi furono gettati nel fiume con un epitaffio verbale: “ecco-vi sistemati, orribili esattori, adesso potete salare il pesce dello Charente!”….di questa ferocia rimane una sola traccia: il festival del cinema del crimine che si tiene in aprile!


CROCIERA DA COGNAC A ANGOULEME

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[a/r - 1 settimana 118 km # 36 chiuse # 30 h di navigazione]

Cognac

La vista più suggestiva arrivando, dopo una teoria di vigneti ondulati, a Cognac, è la fila di residenze di lusso costruite lungo le banchine dai mercanti di vini e brandy. La produzione di “acquavite” è parte così integrante di questa città che le case sono annerite dai microscopici funghi prodotti dai vapori dell’alcol. Questa tipica patina nera che caratterizza la città, viene chiamata “l’ombra dell’angelo”. Quasi tutte le case di produzione di brandy offrono visite e degustazioni, la scelta è davvero vasta; merita una menzione speciale la cantina di Casa Otard, installata nel 1795 in quello che fu un tempo il castello della famiglia Valois, dove nacque re Francesco I. Nel 11esimo secolo Cognac era un vivace porto per il trasporto e carico del sale. Per evitare il contrabbando e facilitare la raccolta di tasse, si costruì – nel 1544 - un edificio per lo stoccaggio del sale, da dove far transitare obbligatoriamente le merci. Nel 1548 ci fu una rivolta e oltre 4000 ribelli massacrarono gli esattori delle tasse sul sale e i loro impiegati. I loro corpi furono gettati nel fiume con un epitaffio verbale: “ecco-vi sistemati, orribili esattori, adesso potete salare il pesce dello Charente!”….di questa ferocia rimane una sola traccia: il festival del cinema del crimine che si tiene in aprile!

Saint- Trojan

Una graziosa cittadina, caratterizzata da case in pietra, ordinatamente disposte intorno ad una distilleria. Passeggiando si possono visitare: la chiesa medievale [11-12esimo secolo] e gli antichi forni e lavatoi pubblici.

La Roche

Questa piccola cittadina è impreziosita da alcune residenze private molto graziose. Una, in particolare, consiste in un edificio centrale al cui centro si trova un cortile che vanta un magnifico portone a volte con una torre che lo sovrasta…la s’incontra passeggiando nel centro.

Saint-Brice

Non si può mancare una visita al Castello di Saint-Brice con il suo parco lungo il fiume e la facciata rinascimentale. Il parco si snoda tra un labirinto d’alberi secolari e ospita una scena di caccia in bronzo a grandezza naturale lungo il fiume. Si può ormeggiare per la notte sulle banchine di questa tenuta, legando la cima ai pontoni posti al limitare del parco. Non di rado il castello offre spettacoli di luci e musica.

Bourg-Charente

Alcune curiosità nell’area di Bourg: non lontano dal paese, in un sito chiamato “l’incrocio di Bourg”, dei sommozzatori ritrovarono una canoa in tronco d’albero risalente al 4500 AC. Questo reperto, la più antica testimonianza di navigazione sul fiume Charente, è in mostra nel Museo di Cognac. Non lontano dal porto, nell’edificio accanto al Café du Port, potete visitare la collezione di bambole (oltre 1300) di Madame Boucquier, che riceve i suoi ospiti tutti i pomeriggi d’estate. Nel villaggio di Gensac-la-Paulle, a 3 km da Bourg, un altro piccolo museo ospita una collezione di motociclette.

Jarnac

Gli imponenti edifici allineati lungo le sponde suggeriscono chiaramente la passata prosperità della città: chiatte di sale e, più tardi, di cognac passavano senza sosta dal porto, dove lavorava la gran parte della popolazione. Oggi, oltre 20 milioni di bottiglie di brandy vengono prodotte nei pressi delle sponde del porto di Jarnac e l’aria, di conseguenza, può essere “inebriante”.

La toponomastica nella zona nei pressi del ponte, ricorda che un tempo qui sorgeva un castello impreziosito da un parco coltivato ad aranci. Il castello venne demolito durante la Rivoluzione e non ha lasciato altre tracce se non nei nomi delle vie. La Storia si è particolarmente accanita con Jarnac: saccheggiata più volte da arabi, normanni, francesi e inglesi, la città è stata anche teatro della sanguinosa battaglia che nel 1559 vide la morte del Principe di Condé e la sconfitta della sua armata. Un certo Guy Chabot, Barone di Jarnac, diede vita a un’espressione ancora in uso nella lingua francese: “coup de Jarnac” , il colpo di jarnac. L’espressione fa riferimento a un duello dove, con un colpo legale ma inaspettato e forte, il barone ebbe la meglio sul suo avversario.

Jarnac, ricca di negozi, ristoranti e di strutture sportive, è anche la città natale di François Mitterand, e ospita la tomba dell’ex presidente.

Bassac

La vista di molti bei castelli che fanno capolino dai boschi, anticipa l’arrivo a Bassac; una sosta ideale per il pranzo – ci sono molti buoni ristoranti - e per visitare la maestosa abbazia. La medievale Abbazia di Bassac, che può essere visitata al suo interno, nasconde al suo interno un “secolare” segreto per le single in cerca di Mr. Right: la leggenda narra infatti che baciare i piedi della statua di San Nicola, all’interno della chiesa, è un espediente sicuro per la ricerca di un compagno ideale.

Juac

Il molo di Juac regala un angolo di natura bellissimo. Ombreggiato e placido, fiancheggiato da piccole casette, è un tipico villaggio di chiatte. C’è poi un originale esempio di arte dei graffiti con tema fluviale: un muro con disegni che rappresentano navi e barche a vela è stato “schizzato” negli anni dai “barge men” che passavano lungo il fiume.

Saint-Simon

Nel 19esimo secolo Saint-Simon era un importante centro per la costruzione di chiatte. La costruzione e la riparazione occupavano l’interna banchina sinistra del fiume dove lavoravano carpentieri, intagliatori e fabbri. Queste attività proseguirono fino al 1906 quando, chiusa l’era del trasporto fluviale, iniziò il declino. Oggi si possono osservare vestigia dei vecchi cantieri e, l’associazione “Saint-Simon, Villane gabier” ha tracciato e segnalato tutte le parti della città che erano connesse con l’attività del porto. Fatevi guidare lungo gli stretti vicoli dai segnali che rintracciano e testimoniano il passato da “villaggio delle chiatte”. L’associazione ha raccolto anche documenti, arnesi e testi in un piccolo museo dedicato al glorioso passato nel commercio fluviale del fiume Charente. Tra gli oggetti in mostra ci sono molti modelli delle chiatte da fiume.

Vibrac

Un’insolita serie di tre ponti attraversa il fiume e le sue ramificazioni. Potete usare questi ponti per raggiungere il ristorante “Les Ombrages” per un’ottima cena. Nella silhouette del paese domina una chiesa medievale, con – all’interno – un altare che risale ai tempi di Luigi XIV.

Châteauneuf-sur-Charente

Il porto di barche, situato sull’isola di Fuie, è molto ben attrezzato ed è un buon ormeggio per poi visitare la cittadina che, a dispetto del nome, è molto antica. Vi sono testimonianze della presenza d’esseri umani, risalenti al periodo preistorico, nelle caverne nei pressi del paese. La città si chiamava Berdeville, fino a quando non ne venne bruciato il castello nel 1081. La solida fortezza che rimpiazzò il vecchio castello ribattezzò la città. Non ci sono molte vestigia del “nuovo castello”, ma la chiesa di Saint-Pierre, fondata nel 17esimo secolo da Guillaume Taillefer, ha resistito fino ad oggi. Con la sua facciata decorata da una statua equestre di Costantino e altre decorazioni ornamentali, Saint-Pierre rappresenta uno dei gioielli dell’arte romanica della regione.

Saint-Simeux

Un angolo d’Inghilterra: una coppia d’inglesi ha trasformato il cafè del porto in un pub d.o.c dove scorrono fiumi di birra e musica live in estate. Nei pressi del paese c’è un bel mulino ad acqua da visitare. Inoltre, rifugiandosi tra le tante isolette create artificialmente tra la città e il canale ci si può dedicare alla pesca (acque perfette per le anguille)

Mosnac

A 1,5 km da Saint-Simeux, in un vecchio maniero, Madame Mas espone la sua collezione di macchinine vintage ed oltre 200 modelli di macchine a pedale, il più antico di questi giochi per bambini fu costruito nel 1899. Il curioso museo è aperto tutti i pomeriggi di luglio, nei pomeriggi.

Sireuil

Dal villaggio si gode un’ottima vista panoramica del fiume e si scorge un’imponente conceria. Tra le strade del paese si possono notare le residenze settecentesche e visitare la chiesa medievale di Saint-Grient.

Trois-Palis

Sosta obbligata per i golosi di dolci: nel paese c’è una rinomata e conosciuta fabbrica di cioccolato. La maison Letuffe fabbrica cioccolatini in maniera artigianale. Ci si può fermare per una visita con degustazione dal lunedì al venerdì.

Fleurac

Dal molo di Fleurac, un ponte pedonale vi porta d’isolotto in isolotto fino a un mulino che produce ancora carta come si usava un tempo. La zona di Angoulême vanta, infatti, una gloriosa tradizione nella fabbricazione della carta: nel 17esimo secolo erano in attività oltre 100 mulini e i prodotti rifornivano le stamperie in Olanda. La revoca dell’Editto di Nantes ebbe un effetto devastate: gli Ugonotti erano tra gli artigiani della carta più bravi e competenti e la loro dipartita dalla Francia dopo il 1685 lasciò un vuoto incolmabile. Il mulino è aperto per le visite, molto interessanti, dal 1 aprile al 31 ottobre, mattina e pomeriggio.

Angoulême

Fondamenta solidissime per questa città di cui si trovano tracce nella storia già dal IV secolo AD. La città vecchia, fortificata, troneggia sulla collina che discende, per 70 metri, prima d’incontrare il fiume. La “citadel” si raggiunge con una passeggiata molto ripida o prendendo una navetta: il panorama e le mura fortificate della cittadina valgono la fatica…la città vecchia conserva, al suo interno, tesori dell’architettura e dell’arte – p.e. la Cattedrale di St Pierre, che miscela armoniosamente elementi romanici e bizantini; l’edificio che ospita l’Hotel de la Ville, che incorpora le antiche fondamenta e una torre di un castello medievale, dimora di una delle figure di spicco del Rinascimento, Marguerite D’Angoulême; gli edifici storici del 18esimo secolo che impreziosiscono Rue de la Cloche Verte – e vanta una vasta scelta di ristoranti tipici e etnici e molte belle e originali vetrine. La città è famosa anche per i numerosi festival di spettacolo e musicali che ne vivacizzano l’estate.

 


CROCIERA DA COGNAC A SAINT SAVINIEN

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[a/r - 1 settimana 115 km # 6chiuse # 21 h di navigazione]

Cognac

La vista più suggestiva arrivando, dopo una teoria di vigneti ondulati, a Cognac, è la fila di residenze di lusso costruite lungo le banchine dai mercanti di vini e brandy. La produzione di “acquavite” è parte così integrante di questa città che le case sono annerite dai microscopici funghi prodotti dai vapori dell’alcol. Questa tipica patina nera che caratterizza la città, viene chiamata “l’ombra dell’angelo”. Quasi tutte le case di produzione di brandy offrono visite e degustazioni, la scelta è davvero vasta; merita una menzione speciale la cantina di Casa Otard, installata nel 1795 in quello che fu un tempo il castello della famiglia Valois, dove nacque re Francesco I. Nel 11esimo secolo Cognac era un vivace porto per il trasporto e carico del sale. Per evitare il contrabbando e facilitare la raccolta di tasse, si costruì – nel 1544 - un edificio per lo stoccaggio del sale, da dove far transitare obbligatoriamente le merci. Nel 1548 ci fu una rivolta e oltre 4000 ribelli massacrarono gli esattori delle tasse sul sale e i loro impiegati. I loro corpi furono gettati nel fiume con un epitaffio verbale: “ecco-vi sistemati, orribili esattori, adesso potete salare il pesce dello Charente!”….di questa ferocia rimane una sola traccia: il festival del cinema del crimine che si tiene in aprile!

Dompierre-sur-Charente – Castello di Saint Sever

Si può raggiungere in traghetto da Dompierre [dove si trova un magnifico lavatoio in pietra ricoperto di muschio]…nel 1472 Saint-Sever fu teatro di un intrigo storico-enologico: nel Castello di Saint Sever Madame de Thouars preparò una bevanda velenosa che fu fatale al Duca di Guyenne, fratello del re. Questo tragico evento riaprì la faida tra Luigi XI e Carlo “il temerario”.

Chaniers

Una piacevole sosta; molti negozi, una bella chiesa, e un mulino ad acqua del 17esimo secolo. Il Mulino de la Baine si trova su un isolotto formato dalle ramificazioni dell’incontro tra la Charente e l’affluente Seugne.

Saintes

Per un lungo periodo la città di Saintes rappresentava il limite naturale dell’attività marittima poiché un ponte fermava le grandi imbarcazioni. Questo antico ponte, “l’Arco di Germanicus”, risalente al periodo romano, fu demolito nella metà del 19esimo secolo, ma ne venne preservato il doppio arco che, assemblato pietra su pietra, si può vedere nella sua nuova posizione. Le origini di questo ponte sono tracciate nell’iscrizione che racconta come nel 20 AD Caius Julius Rufus, prete romano, ne fece omaggio all’imperatore Tiberio e al di lui figlio, Germanicus. Dietro l’arco, si trovano altre importanti testimonianze della dominazione romana: colonne, affreschi e statue sono state preservate e raccolte in un edificio, un tempo adibito al macello. Altre vestigia romane sono raccolte nel Museo Archeologico e si possono anche osservare le rovina di un piccolo anfiteatro ben conservate. Passeggiando per la città si possono invece osservare testimonianze di altri periodi storici: la chiesa di Saint-Eutrope e le residenze medievali lungo la Rue Saint Michel; l’abbazia Aux-Dames e la cattedrale di Saint Pierre del 17esimo secolo; il ponte, dedicato al maestro vetraio Bernard Palissy, che prese il posto del ponte romano risale al 19esimo secolo, quando venne creato il porto commerciale e la città iniziò ad giocare un ruolo importate nella vita del fiume.

Taillebourg

Parzialmente costruito sulle rovine di un castello feudale, il borgo conserva solo le antiche mura, una torre, le segrete e il parco che si affaccia sul fiume servendo da balcone panoramico sulla valle. Il porto è molto accogliente ma fin troppo vivacizzato dall’intensa attività sportiva…ospita un club di sci acquatico.

Saint-Saturnin-de-Séchaud

Un piccolo gioiello, nel cuore del borgo. Una bella chiesa romanica, circondata da pittoresche residenze fortificate.

Port-d’Envaux

Durante il 18esimo secolo, il piccolo villaggio costruito attorno al porto divenne un’importante città di fiume. A quei tempi la popolazione era costituita da marinai, muratori e fabbricanti di corde e cime oltre che commercianti, agenti di navigazione e capitani. Le belle residenze di questa aristocrazia “del fiume” si possono osservare lungo la Rue des Armateurs. Alla fine di questa strada, in Place de la Marine, si trova una placca in marmo con l’elenco di tutte le navi “nate” a Port-d’Envaux…quasi tutte con un passato glorioso nel commercio o nella navigazione. La tipica “gabare” era un vascello solido dalle forme delicate, equamente a suo agio nelle acque del fiume e dell’estuario. Allontanandosi dal porto, si può fare una bella camminata fino al Castello di Panloy con i suoi arazzi, pannelli di legno e gallerie della caccia. Durante l’estate si può visitare, a bordo di una carrozza trainata da cavalli, anche il vicino castello di Crazannes.

Crazannes

Risalendo la corrente, a 3 km da Saint-Savinien, s’incontra questa città conosciuta per il suo castello del 14esimo secolo dal vistoso e stravagante stile gotico. Aperto ai visitatori in estate.

Saint- Savinien

Famosa per le sue pietre gialle, usate persino per costruire i moli del Tamigi, la città si dedicava ad un’attività particolare: la raccolta di perle d’acqua dolce. Le “patagaux” pescate dai subacquei contenevano, infatti, perle belle quasi quanto quelle provenienti dall’oriente…l’attività cessò nel 18esimo secolo, ma si può sempre tentare la fortuna! Il centro di questa piccola città e molto accogliente e si trovano tutti i principali esercizi commerciali oltre ad una curiosa e ben fornita libreria con curiose edizioni regionali.